Nicola Lorenzo

Nicola Lorenzo, videomaker di matrimonio in Calabria, socio ANV

Videomaker ANV

Marco Lorenzo Film

📍 Calabria

I suoi lavori

La sua storia

Come sei entrato nel mondo della videografia di matrimonio?

Ho iniziato dalla fotografia. Nel 2017 lavoravo come fotografo in uno studio di Tropea, e lì ho passato i primi anni dentro i matrimoni: preparativi, cerimonie, feste. Ho imparato a muovermi in silenzio, a leggere le persone, a capire quando un momento sta per succedere.

A un certo punto la foto ha cominciato a starmi stretta. Mi mancava il movimento, la voce, il suono di una risata o di una promessa detta con la voce che trema.

Mi sono specializzato nel matrimonio perché è uno dei pochi giorni in cui le persone sono completamente vere. Non c’è un copione, non si rifà una scena. Il mio lavoro è esserci senza pesare e restituire alla coppia un film che, tra vent’anni, li faccia sentire di nuovo lì. Non un video da guardare una volta, ma qualcosa da tramandare.

Il suo stile narrativo

Lo definirei un reportage cinematografico. Reportage, perché non costruisco il matrimonio: lo osservo. Non chiedo alle coppie di rifare un bacio o di camminare tre volte verso la camera. Le cose belle succedono quando nessuno se ne accorge, e il mio compito è essere lì in quel momento.

Cinematografico, perché poi quella realtà la racconto con il linguaggio del cinema: la luce, la composizione, il ritmo del montaggio, il suono. Per me l’audio conta quanto l’immagine. Le voci, le promesse, una lettera letta durante i preparativi, il discorso di un padre spesso reggono l’intero film, e io costruisco il racconto a partire da lì.

Dal punto di vista estetico cerco immagini pulite e senza tempo, lontane dalle mode del momento: colori naturali, nessun effetto inutile.

Ogni coppia ha una storia diversa, quindi non esiste un film uguale a un altro. Prima del matrimonio passo del tempo con gli sposi per capire chi sono, perché il film deve somigliare a loro, non a me.

Un matrimonio che lo ha segnato

Uno dei matrimoni che porto più nel cuore è quello di una coppia francese che ho seguito ad Albertville, in Francia.

Avevano vissuto per tanti anni una relazione a distanza. Anni di viaggi, di saluti in aeroporto, di vite divise tra due posti diversi. Quel matrimonio non era solo una festa: era il traguardo di tutto quel tempo. Il giorno in cui finalmente smettevano di salutarsi e cominciavano a vivere insieme.

Lo si sentiva in ogni momento. Non c’era niente di costruito: c’erano due persone che si erano aspettate a lungo e che ora potevano finalmente restare.

Zone di lavoro

Lavoro soprattutto in Calabria, in particolare sulla Costa degli Dei, tra Tropea e i paesi intorno. È casa mia, e negli ultimi anni è diventata anche una meta scelta da tante coppie che arrivano da fuori, dall’Italia e dall’estero, per sposarsi qui.

Allo stesso tempo mi muovo volentieri: ho filmato matrimoni in Francia e in Svizzera, e mi piace l’idea di seguire le coppie ovunque decidano di dire sì. Ogni luogo cambia il racconto, la luce, il ritmo della giornata.

Se devo scegliere un posto che sento davvero mio, però, è Tropea. Il borgo sulla rupe, il mare sotto, la luce del tramonto che cambia tutto in pochi minuti. Conosco i suoi angoli, gli orari giusti, i punti dove la luce è più bella, e questo mi permette di stare tranquillo e concentrarmi solo sulle persone.

Specializzazione

Sì, la mia specializzazione è il destination wedding. Lavoro molto con coppie che arrivano dall’estero per sposarsi in Calabria, soprattutto a Tropea e sulla Costa degli Dei, e allo stesso modo seguo gli sposi quando sono loro a portarmi fuori dall’Italia, come mi è successo in Francia e in Svizzera.

Un Destination wedding non è solo un matrimonio in un posto bello. Spesso gli sposi organizzano tutto a distanza, gli invitati arrivano da paesi diversi, e la giornata ha un valore ancora più grande perché riunisce persone che magari non si vedono da anni. Il film deve raccontare anche questo: il viaggio, il luogo, il senso di essere arrivati lì insieme.

Dal sopralluogo al montaggio

la parte che amo di più è il montaggio. È lì che il film nasce davvero. Quando torno a casa ho ore di girato, e dentro ci sono sguardi, frasi, silenzi che durante la giornata magari nessuno ha notato. Riascoltare le promesse, ritrovare una risata nel mezzo dei preparativi, capire quale voce può aprire il film: è come rivivere il matrimonio una seconda volta, con più calma e più attenzione.

Il rapporto con gli sposi

Per me il film inizia molto prima del matrimonio. Il primo incontro, di persona o in videochiamata quando gli sposi vivono all’estero, non serve solo a parlare di pacchetti e orari: serve a conoscerci. Voglio capire chi sono, come si sono conosciuti, cosa li fa ridere, cosa per loro conta davvero in quella giornata.

Faccio molte domande e ascolto tanto. Spesso le informazioni più preziose escono quasi per caso: un dettaglio sulla loro storia, una persona importante che sarà presente, una canzone che li accompagna da anni. Sono elementi che poi diventano parte del racconto.

Un consiglio alle coppie

Il primo consiglio è guardare film interi, non solo i trailer. Un trailer di un minuto può essere bellissimo, ma è nel film completo che capisci davvero come lavora un videomaker: come racconta, come usa l’audio, se riesce a tenere viva l’emozione dall’inizio alla fine.

Il futuro

Nei prossimi anni voglio far crescere sempre di più il lato Destination wedding del mio lavoro. Mi piacerebbe che Tropea e la Calabria diventassero, per tante coppie straniere, una scelta naturale come lo sono oggi la Toscana o la Costiera Amalfitana. E io voglio essere lì a raccontarlo.

Galleria

Scopri gli altri videomaker di matrimonio ANV