Luca Zazzaretti

Luca Zazzaretti, videomaker di matrimonio in Umbria, socio ANV

Videomaker ANV

Luca Zazzaretti Films

📍 Umbria

I suoi lavori

La sua storia

Come sei entrato nel mondo della videografia di matrimonio?

Sono entrato nel mondo della videografia di matrimonio quasi naturalmente. All’inizio ero attratto soprattutto dalla parte cinematografica del video: la luce, il movimento, la musica, il montaggio. Poi, lavorando ai primi matrimoni, ho capito che dietro quelle immagini c’era qualcosa di molto più importante: la possibilità di raccontare persone vere e momenti che non si sarebbero ripetuti. È stato questo a spingermi a specializzarmi. In un matrimonio non puoi rifare una scena, non puoi chiedere a una persona di emozionarsi di nuovo nello stesso modo. Devi esserci, osservare, capire cosa sta succedendo e riuscire a trasformarlo in un racconto. È una difficoltà che mi affascina ancora oggi.

Il suo stile narrativo

Lo definirei cinematografico, emotivo e soprattutto autentico. Cerco sempre di evitare tutto ciò che appare troppo costruito. Non amo far recitare gli sposi o trasformare il matrimonio in un set cinematografico. Preferisco osservare, anticipare quello che può succedere e lasciare che siano le persone e le loro emozioni a guidare il racconto. Dal punto di vista estetico curo molto luce, composizione, movimento di camera e sound design, ma per me la tecnica deve sempre essere al servizio della storia. Un’immagine bellissima da sola non basta. Nel montaggio cerco di creare un film che abbia un ritmo, una crescita emotiva e una vera narrazione. Non voglio semplicemente mettere in ordine cronologico quello che è successo durante la giornata: voglio che, riguardandolo, gli sposi possano sentire nuovamente quello che hanno vissuto.

Un matrimonio che lo ha segnato

È difficile sceglierne soltanto uno, perché alcuni matrimoni rimangono legati soprattutto alle persone più che alla location. Uno di quelli che ricordo con maggiore intensità è stato il matrimonio da cui è nato Lionhearted. È stato un lavoro particolarmente importante per me anche perché successivamente il film ha ricevuto il premio Best Wedding Film 2025 all’ANV Film Festival. Ma il riconoscimento è arrivato dopo. Durante il matrimonio quello che mi aveva colpito era soprattutto la quantità di emozioni reali che stavano accadendo davanti alla camera. C’erano sguardi, discorsi, silenzi e piccoli momenti che singolarmente potevano sembrare semplici, ma insieme raccontavano perfettamente chi erano quelle persone. Quando succede questo il mio lavoro cambia completamente: non devo cercare di creare qualcosa di emozionante, devo semplicemente avere la sensibilità di riconoscerlo e raccontarlo nel modo giusto.

Zone di lavoro

Lavoro molto tra Umbria e Toscana, ma negli ultimi anni sempre più spesso anche nel resto d’Italia e all’estero. L’Umbria rimane inevitabilmente il territorio che sento più vicino, perché è casa mia e conosco molto bene la sua luce, i suoi paesaggi e le sue location. Allo stesso tempo amo moltissimo la Toscana, soprattutto perché offre scenari molto diversi tra loro e si presta perfettamente al tipo di racconto visivo che cerco. Non credo però di avere una singola location preferita. Ogni luogo cambia completamente a seconda delle persone che lo vivono. Una location straordinaria senza emozioni rimane soltanto una bella location. Quando invece trovi le persone giuste, anche un luogo molto semplice può diventare cinematograficamente incredibile.

Specializzazione

Negli ultimi anni mi sto concentrando sempre di più sui destination wedding e sui matrimoni distribuiti su più giorni. Mi piacciono particolarmente perché permettono di conoscere meglio le persone e di costruire un racconto molto più completo. Un welcome party, una cena, una giornata in piscina o un evento precedente al matrimonio possono sembrare momenti secondari, ma spesso sono proprio quelli in cui gli invitati sono più spontanei e nascono alcune delle scene più belle. Quando poi tutto questo materiale viene intrecciato all’interno di un unico Wedding Film, la storia acquista molta più profondità. Lavoro inoltre con drone, riprese multi-camera e registrazione professionale dell’audio, ma considero questi strumenti semplicemente una parte tecnica del lavoro. La vera specializzazione, per me, rimane il racconto.

Dal sopralluogo al montaggio

Probabilmente il montaggio. Il giorno del matrimonio raccolgo tantissimi frammenti: immagini, parole, rumori, musica, sguardi, piccoli gesti. In quel momento so che alcuni saranno importanti, mentre altri li scoprirò veramente soltanto mesi dopo davanti al computer. Durante il montaggio tutti quei frammenti iniziano a dialogare tra loro e nasce la storia. Ci sono momenti in cui trovi una frase pronunciata durante un discorso e improvvisamente capisci che può diventare il filo conduttore dell’intero film. È la parte più lunga del mio lavoro, ma è anche quella dove sento di avere maggiore libertà creativa.

Il rapporto con gli sposi

Cerco innanzitutto di essere molto semplice e trasparente. Prima del matrimonio parliamo della giornata, delle persone importanti, delle dinamiche familiari e di tutto ciò che potrebbe aiutarmi a capire meglio quello che accadrà. Non voglio però sapere tutto in anticipo. Mi piace arrivare al matrimonio con abbastanza informazioni per capire chi ho davanti, ma lasciando spazio alla spontaneità. Credo inoltre che la fiducia nasca soprattutto facendo capire agli sposi che non dovranno preoccuparsi della videocamera. Il mio obiettivo è che dopo poco tempo quasi dimentichino che siamo presenti. Quando succede, le persone iniziano a comportarsi naturalmente ed è lì che arrivano le immagini migliori.

Un consiglio alle coppie

Consiglierei prima di tutto di guardare almeno un film completo, non soltanto Reel o Trailer. Oggi è relativamente semplice creare trenta secondi molto spettacolari. Raccontare invece una storia per dieci o quindici minuti mantenendo emozione, ritmo e coerenza è molto diverso. Poi sceglierei una persona il cui modo di raccontare sentite vicino a voi. Il video rimarrà per tutta la vita e, probabilmente, con il passare degli anni acquisterà ancora più valore. Per questo penso che sia importante scegliere un professionista non soltanto per l’estetica delle immagini, ma per la sensibilità con cui osserva le persone. Infine, sceglierei qualcuno di cui vi fidate veramente. Il giorno del matrimonio dovete vivere quello che succede, non pensare continuamente alle foto o al video.

Il futuro

Vorrei continuare il percorso che sto facendo, lavorando sempre di più su destination wedding internazionali e su matrimoni che mi permettano di raccontare culture, persone e luoghi differenti. Negli ultimi anni il mio lavoro mi ha già portato molto più lontano di quello che avrei immaginato quando ho iniziato, e credo che sia proprio questo uno degli aspetti più belli di questa professione. Il mio obiettivo, però, non è semplicemente fare matrimoni sempre più grandi o più lussuosi. Vorrei che ogni film diventasse sempre più personale e riconoscibile. Se devo indicare un sogno professionale, direi riuscire a portare questo modo di raccontare in ogni parte del mondo, mantenendo però la stessa curiosità che avevo quando ho iniziato: entrare nella vita delle persone per qualche giorno e riuscire a trasformare quello che succede in un ricordo che rimarrà per sempre.

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